"A parte le guerre puniche, mi attribuiscono di tutto"
 
14-01-2009 20:07
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ImageGiulio Andreotti nasce il 14 gennaio di novant’anni fa. L’Europa e l’Italia uscivano dalle trincee della Prima Guerra Mondiale. I cannoni e le bombe del Terzo Reich durante la Seconda Guerra Mondiale vedono la sua prima esperienza politica di un certo rilievo: nel 1944 diviene consigliere nazionale della Dc. Da allora sottosegretario del governo De Gasperi del 1947, sei volte ministro, sette volte Presidente del Consiglio. Un autentico record.
Oggi il Parlamento italiano ha accolto con una standing ovation il senatore a vita (nominato nel 1991 dall’allora Presidente  della Repubblica Francesco Cossiga); Schifani si è avvicinato per fare gli auguri personali ad Andreotti. “Belzebù”, uno dei tanti appellativi collezionati nel corso del suo cinquantennio al potere, replica dicendo di voler andare avanti, di guardare al futuro: "Sono sulla scena da tanto tempo e spero di rimanerci ancora per molto", chiosa, commentando i servizi che ricostruivano la sua lunga avventura politica.
Come ha scritto Ricca dal suo blog http://www.pieroricca.org/ anche i giornalisti (De Marchis di Repubblica) hanno omaggiato il prodigioso e tenebroso allievo di De Gasperi e Fanfani evitando le domande scomode. Un esempio? La sua accertata collusione mafiosa fino alla primavera del 1980, reato caduto in prescrizione. Come riportato dall’ANSA “i magistrati annotano che è dubbio il ruolo di Andreotti per i rapporti con Cosa Nostra prima del 1980, visti anche gli incontri con il boss Stefano Bontade, i legami con Vito Ciancimino e con i cugini Nino e Ignazio Salvo: ma la questione non può essere approfondita dato che i fatti sono coperti da prescrizione”.
Il senatore a vita è estremamente cattolico: anche per questo, consapevole delle sue debolezze e manchevolezze, sa che per l'aldilà dovrà affidarsi al perdono del Giudice Supremo: "Se mi salverò l'anima - ha scritto qualche anno fa - sarà solo per misericordia divina, una specie di amnistia ultraterrena". Per la vita terrena, invece, non c’e’ pericolo: il “mito archivistico”, la “leggenda politica” suggella il mistero attorno ad Andreotti. Mentre l’Italia che applaude i suoi novant’anni ancora non conosce i mandanti dell’assassinio del giornalista Pecorelli. 
                                                                 (A cura di) redazione GN

Fonte - ANSA

Ultimo aggiornamento: 14-01-2009 20:10

Pubblicato in : News, Politica
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Commenti utenti (1) File RSS dei commenti
Postato il claudio, 16-01-2009 19:38, , Ospite
1. povera italia
povera italia governata dalle mummie....
 
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