| 05-11-2007 10:05 |
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La ragioni di una vittoria dell’acqua libera sono forti e insindacabili, le stesse della vittoria della democrazia. Procedono parallele lungo tortuosi percorsi di crescita di civiltà, per convergere là dove diritto e legalità trionfano insieme. L’acqua è un diritto, il più antico, l’acqua è una necessità per l’essere umano, l’unica veramente imprescindibile. L’acqua è un punto di partenza e un punto di arrivo. Ecco perché la vittoria dell’acqua libera è una vittoria di civiltà, una vittoria di democrazia. Noi ragazzi del meet up di Perugia torniamo a Boschetto in gruppo, domenica pomeriggio ad una settimana e un giorno dal corteo sulla Flaminia, quando ancora i cori sono freschi alla memoria e il senso di quella pacifica dimostrazione sembra più che mai attuale. In piazza, a Boschetto, un’altra assemblea cittadina indetta da Sauro Vitali, presidente del Comitato per il rio Fergia. Questa volta più che mai urgente e straordinaria.
I mezzi, come li chiamano a Boschetto, spunteranno domani mattina presto per dare via agli attingimenti. Un’attenta resistenza a difesa delle sorgenti è fondamentale. L’allerta è cominciata giovedì scorso, quando alcuni mezzi inviati dalla società Idrea hanno tentato di raggiungere i punti di estrazione non lontani dal paese. Così, ancora una volta le campane di Don Francesco hanno suonato forti e accorate. Ancora una volta il lavoro dei campi è stato interrotto e, in un battibaleno, tutti erano lì schierati a difendere il bene più prezioso. Per fortuna non c’è stato bisogno di fare altro, raccontano. Giovedì scorso le forze dell’ordine sono intervenute e i mezzi mandati per l’attingimento sono stati rispediti indietro con un grande sospiro di tutti. Cosa giusta questa, che ha ridato coraggio a tutti. Del resto, ci informano, c’è un ricorso al TAR , sul quale si attende un definitivo pronunciamento, e un incontro ai vertici. Motivi più che validi dentro e fuori Boschetto, per contare su una sospensione degli attingimenti. Almeno fino all’esito di tale procedimento. Solo che ciononostante è di nuovo allerta a Boschetto. E la lecita aspettativa è ancora una volta disattesa. Esattamente come disattesi sono stati gli accordi scritti del 1993, sulla cui forza legislativa a Boschetto, che è allo stesso tempo frazione di Gualdo Tadino e di Nocera Umbra, nessuno ha mai avuto il minimo dubbio. “Alle quattro e un quarto di notte”, dunque, “è raduno sul piazzale”, annuncia Sauro. E tutti, ma proprio tutti, sono invitati. Certo è che tutti ma proprio tutti verranno, nessuno escluso. Anche Ginevra, che siede accanto a noi e ha solo sette anni. Ci guarda con due occhi vivacissimi e annuncia che l’acqua di Boschetto non si tocca. Il sì per alzata di mano mette fine ad un assemblea di nonni e nipoti, di mamme e sorelle di zii e di papà. Gente perbene, gente normale, ma con una consapevolezza forte: l’acqua che scorre da millenni vicino alle loro case non è alienabile. E non lo sarà mai. Ogni azione volta a questo intento è usurpazione, delegittimazione, violenza. E non c’è adulto, anziano o bambino, a Boschetto, a cui si possa far credere di essere un criminale per voler difendere l’acqua del rio Fergia. L’acqua si può anche rubare, la consapevolezza no. “Le forze dell’ordine devono stare dalla nostra parte” dice una nonna seduta su una panca con un lento corso d’acqua che le scorre dietro, “se no che senso ha?”. “Siamo vecchi”, afferma un nonno che ci siede di fronte, “e facciamo fatica ad accettare l’ingiustiza”. Poi ci indica un punto dove l’acqua del rio Fergia si allarga per diventare un piccolo laghetto di paese. “Una volta e fino a poco tempo l’acqua lì era alta, e da ragazzi ci si faceva il bagno” ci confida in un soffio e il volto si illumina in un un sorriso. “A quei tempi c’erano sette forse otto mulini a Boschetto”, continua Erasmo, di 84 anni, “e si macinavano il grano, l’oliva e la pietra.” L’acqua a Boschetto è sempre stata il centro di tutto. “Quando la beviamo” conferma Erasmo con uno sguardo fermo e sereno, “ci ricordiamo dei nostri antenati, che grazie a queste acque hanno cibo e lavoro.” Jolanda di 80 anni ci indica una lastra di pietra lungo l’argine del fiume: “Lì ci inginocchiavamo a lavare.” In ginocchio sulla pietra e scalze dentro l’acqua, quante pesanti coperte, lenzuola di lino lavate nelle acque veloci del Rio Fergia. Ed i bagni d’estate con le amiche? E quella volta che Bruno, quando ancora su questa sponde c’erano una fila di pioppi, quella volta che scuotendo il fusto faceva cadere tutti i fiori nel fiume. E tutti ridevano di quel gesto pazzo di Bruno. “Io mi ricordo quella volta del ‘93” dice Claudia. Già, quella volta che difendevamo il rio Fergia ed è arrivata la Celere a Boschetto. Forse 200 uomini, più o meno, dicono in coro. “Sono arrivata in piazza e sembrava di stare in guerra, ho provato un senso di oppressione, come se non ci fosse stata la libertà. Poi però sono rimasti tre giorni e, alla fine, ci pagavamo il caffè a vicenda.” Gli Amici di Beppe Grillo di Perugia - Meetup Perugia Ultimo aggiornamento: 05-11-2007 10:07
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