| 27-09-2007 13:44 |
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Apriamo una finestra nazionale sugli interessi che si celano dietro gli inceneritori. Parliamo di Brescia per stare meglio in guardia su Case Passerini a Firenze. A Brescia c’è il più grande inceneritore d’Europa. Ma chi c’è dietro il sistema Brescia? Ecco la composizione delle società della multiutility bresciana e alcune sue partecipazioni strategiche di settore. Le fonti: i siti di Hopa (www.hopa.it), della Asm Brescia (www.asm.brescia.it), i bilanci Unipol (http://www.bilanciounipol.it/E2004/IT/compa/PDF/p24.pdf). La multiutility bresciana ha diversi soci. Il 69,2% è detenuto dal Comune di Brescia, il 15% da Flottante, il 5% dal Comune di Bergamo, una quota leggermente inferiore del 5% da Fingruppo, che fa parte della Hopa del finanziere bresciano Emilio Gnutti, 2,9% Energia e Servizi Srl, 2,5% Amber Master Fund. Earchimede Spa è una società del gruppo Hopa di Gnutti che a sua volta controlla Earchimede Consulting Spa con il 70%. Earchimede si occupa di consulenze in vari campi con professionisti di esperienza in multinazionali come Lamberto Capra, Pietro Antonio D’Alema e Pierluigi Troncatti.
Earchimede settore “ambiente” fa consulenze nel Belpaese demolendo a Venezia il concetto di raccolta differenziata “porta a porta” e promuovendo progetti per nuovi inceneritori come a Torino. La scorsa estate Earchimede è entrata nella bufera intercettazioni sullo scandalo delle scalate bancarie. ASM ha una partecipazione in Earchimede del 5%, Unipol del 14% ripartito così: Aurora Assicurazioni 7,91%, dove Ivano Sacchetti era amministratore delegato, e Unipol Merchant 6,14%, dove prima delle inchieste Sacchetti era il presidente e Consorte amministratore delegato. ASM ha quote anche Accenture e Webbeg con il 7,5%. OMB Spa Brescia è un’azienda che costruisce anche grandi container per rifiuti indifferenziati. Fa parte delle partecipate di Hopa di Gnutti che ne detiene il 28,59%, mentre la partecipazione di Unipol Merchant nel pacchetto azionario è del 14,5%. Anche i cassonetti stradali del rifiuto indifferenziato che si vedono a Reggio sono della Omb. Il Gruppo HERA è invece più legato alla corrente DS di D’Alema e sponsorizza anch’esso inceneritori. Ha fatto il raddoppio di Modena, Forlì, stesso piano a Bologna. Sui metodi di smaltimento di Hera siamo sulla stessa falsa riga di Asm. C’è poi la cordata dell’ex ad Cantarelli che si dice vicina all’ala veltroniana dei DS e a Capitalia, ossia Geronzi&Co, legata a sua volta alla Fondazione Manodori che a Reggio punta a portare Enìa in borsa da sola come preventivato tra i sindaci soci. Come metodo di smaltimento sempre “forno forever”. Un piccolo particolare. Tutta questa bella gente gioca a Monopoli con i nostri soldi e al piccolo dottore con la nostra salute. Fanno i capitalisti e vanno in Borsa con i soldi degli altri, si fanno pagare gli inceneritori con i contributi pubblici, vedi alla voce A3 bollette Enel, spacciandoli per “fonti rinnovabili” contro le direttive UE, e rivendono l’energia prodotta da questi “termodissipatori di denaro pubblico”. Il bilancio è in negativo e non starebbe in piedi se non ci fossero i contributi pubblici pagati da noi. Aggiungiamoci la tassa rifiuti. E Tombola! Che affare queste multiutility. Agiscono praticamente in monopolio sul territorio e fanno finanza principalmente con i soldi dei cittadini. Capitan Reggio
Ultimo aggiornamento: 22-01-2009 00:35
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