| 03-12-2008 07:48 |
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Per la prima volta da quando tre anni fa Beppe Grillo creò i Meetup, ovvero i social network tramite cui il leader della politica anti-partitica disse “incontratevi!”, alcuni Amici di Beppe Grillo si sono coordinati a livello regionale per smettere di lamentarsi e detonare, e iniziare a essere propositivi. L’occasione? Scardinare la “Casta” regionale proponendo una legge che rendesse trasparente il sistema intricato e occulto delle nomine regionali. Epicentri del cambiamento Bologna, Modena e Reggio Emilia. Martedì 11 novembre il deposito ufficiale della proposta di legge. E nell’incontro con il direttore dell’assemblea legislativa, L.Benedetti, lo staff gentilissimo, appare un po’ disorientato. Era dal 2004 che qualcuno non presentava una proposta di legge di iniziativa popolare alla regione Emilia-Romagna. Lo strumento della legislazione popolare, infatti, come gli altri mezzi di partecipazione disponibili in Emilia-Romagna quali il referendum abrogativo, consultivo, e l’istruttoria pubblica, sono praticamente inutilizzati. L’ardua sentenza spetta ora al Consiglio regionale. Ma di cosa si tratta?
È una proposta di riforma del sistema delle nomine che và a stravolgere la L.R. 24 del 27 maggio 1994. Quest’ultima disciplina le modalità di nomina di consiglieri, presidenti e sindaci delle Società di proprietà della Regione o a partecipazione mista, e della miriade di enti, consorzi e fondazioni di competenza della Regione. Oggi è il Presidente della Regione che decide le nomine. Mistero sulle motivazioni di scelta, sugli stipendi, sui curriculum. Il sistema è chiuso, non c’è un bando. La legge scritta dagli “ABG” emiliani con l’ausilio del professore ed ex consigliere regionale G.Pini, apre le candidature a qualsiasi cittadino, impone massima trasparenza prima di effettuare le nomine e dopo, divulgando online il CV di candidati e nominati, il loro stipendio, i nomi dei proponenti. Ovviamente non dovrà essere stato condannato con sentenza definitiva. Altra fondamentale novità, il divieto di cumulo delle nomine, prassi che permette la creazione e la sopravvivenza della “Casta”, il gruppo blindato che detiene tutto il potere. La legge è scaricabile dal sito http://www.meetup.com/grillibologna/it/messages/boards/thread/5228631 . Curioso notare che, mentre per presentare una legge popolare nazionale è necessario lo 0,08% della popolazione, per presentarne una regionale è necessario un numero di firme pari in media allo 0,20% dei residenti di quella regione. Più del doppio. Le regioni più “blindate” sono quelle a statuto speciale: Friuli-Venezia Giulia e Valle D’Aosta. Il progetto si estende anche in altre regioni: Liguria, Veneto, Toscana. Ognuno per scardinare la propria casta nostrana. Laura Frascaroli Ultimo aggiornamento: 03-12-2008 07:48
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