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Cancro S.p.a. PDF Stampa E-mail
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02-09-2008 13:43
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Qualcuno si è mai chiesto se un qualsiasi oncologo, in caso di bisogno, si farebbe curare con la chemioterapia? Sorpresa! Contrariamente alle più ovvie supposizioni, anche se i media si guardano bene dal divulgarlo, esiste una grande sfiducia degli oncologi riguardo la chemioterapia.

Nel marzo del 2005 al Senato australiano è stata presentata una “Inchiesta sui servizi e sulle opzioni di trattamento di persone con cancro”, prodotta dal Cancer Information & Support Society, del St. Leonards di Sydney (una ricerca simile è stata fatta negli U.S.A, con gli stessi risultati). Secondo tale inchiesta, alcuni scienziati del McGill Cancer Center di Montreal in Canada, inviarono a 118 medici, esperti di cancro ai polmoni, un questionario per determinare quale grado di fiducia nutrissero nelle terapie da loro applicate, nel caso essi stessi avessero sviluppato la malattia. Il risultato fu eclatante: l'81% degli oncologi intervistati, in caso di tumore, non si farebbero somministrare un chemioterapico, mentre il 73% di loro reputano addirittura le “terapie sperimentali inaccettabili per l'elevato grado di tossicità”.  Anche se il numero di oncologi intervistati non è molto elevato, il dato risulta comunque importante. 

 


Efficacia della chemioterapia.



Cito solo alcuni studi a riguardo, che non hanno bisogno di commenti. Le statistiche comunemente accettate affermano che, oggigiorno, la guarigione dal cancro si ottiene in quasi il 50% dei casi. Quest’affermazione non tiene però conto di due cose.

  1. Raggruppare tutti i tipi di tumore in un'unica statistica è quantomeno fuorviante: ce ne sono alcuni (tumore alla mammella, tumore non – Hodking, tumore alla prostata etc.) che grazie alla grande prevenzione a cui sono sottoposti o alla particolare chemiosensibilità, alzano notevolmente la media. Per gli altri tipi, la maggior parte quindi, non è assolutamente così.
  2. La più inquietante. Ma cosa si intende in medicina per paziente “guarito” di cancro? Poiché effettive guarigioni non ne ottengono praticamente mai, si definisce guarito colui che sopravvive almeno cinque anni dal giorno della diagnosi, anche se muore cinque anni e un giorno dopo. Credo che veramente poche persone conoscano questo dato. Non è che venga tenuto segreto: fatto sta che dare questa definizione alla parola “guarigione”, confonde naturalmente le idee.

 


ImageDetto ciò:

 "La maggior parte dei malati di cancro di questo paese muore a causa della chemioterapia, la quale non elimina i tumori al seno, al colon o ai polmoni. Tale aspetto è documentato da oltre un decennio, e tuttavia i medici utilizzano ancora la chemioterapia per combattere questi tumori". (Allen Levin, MD, UCSF, "The Healing of Cancer", Marcus Books, 1990)

Il Dr. Hardin Jones, docente presso l'Università della California, dopo aver analizzato per molti decenni le statistiche relative alla sopravvivenza al cancro, ha tratto la seguente conclusione: "[...] quando non vengono curati, i malati non peggiorano, o addirittura migliorano." Le inquietanti conclusioni del Dr. Jones non sono mai state confutate". 
(Walter Last, "The Ecologist" vol 28, n. 2, marzo/aprile 1998)

"Non vi è alcuna prova che per la stragrande maggioranza dei casi la chemioterapia prolunghi le aspettative di sopravvivenza. Questa è la grande menzogna su tale terapia, cioè che esista una correlazione fra la riduzione del tumore ed il prolungamento della vita del malato". (Philip Day, "Cancer: Why We're Still Dying To Know The Truth", Credence Publications, 2000)

"Il Dr. Ulrich Abel, epidemiologo tedesco della Heidelberg-Mannheim Tumor Clinic, ha esaustivamente analizzato e passato in rassegna tutti i principali studi ed esperimenti clinici mai eseguiti sulla chemioterapia. Abel scoprì che il tasso mondiale complessivo di esiti positivi in seguito a chemioterapia era scioccante in quanto, semplicemente, non erano disponibili da nessuna parte riscontri scientifici del fatto che la chemioterapia riesca a "prolungare in modo apprezzabile la vita dei pazienti affetti dai più comuni tipi di cancro organico" Abel sottolinea che di rado la chemioterapia riesce a migliorare la qualità della vita, la descrive come uno squallore scientifico e sostiene che almeno l'80% della chemioterapia somministrata nel mondo è priva di qualsiasi valore. Ma, anche se non esiste alcuna prova scientifica che la chemioterapia funzioni, né i medici né i pazienti sono disposti a rinunciarvi. (Lancet, 10 agosto 1991)

"Secondo le associazioni dei medici, i noti e pericolosi effetti collaterali dei farmaci sono diventati la quarta causa principale di morte dopo infarto, cancro e colpo apoplettico". 
(JAMA - Journal of the American Medical Association, 15 aprile 1998)

Il bugiardino del farmaco Doxorubicina, uno dei chemioterapici più utilizzati in quasi tutte le neoplasie (costo 1743,94 euro), riporta testualmente: “Tutti gli articoli usati per la somministrazione della Doxorubicina (guanti, maschere, siringhe, ecc.)  dovranno essere posti in appositi sacchi per rifiuti speciali ad alto rischio, e inceneriti a 1000 gradi. Viene da chiedersi: come mai ai malati di cancro vengono somministrate sostanze costosissime e altamente tossiche per l’organismo, al punto da richiederne l’incenerimento ad alte temperature? Ignoranza, malafede, o interessi economici? 

 


Costi della chemioterapia


Dal sito dell’A.I.A.N., Associazione italiana per l’assistenza ai malati neoplastici si evince il costo di un trattamento chemioterapico.  “Il costo medio dei cicli chemioterapici che differiscono sostanzialmente nella composizione, varia sensibilmente in base ai farmaci. Comunque il costo si aggira su svariate decine di migliaia di euro per i vari cicli, fino a 50.000€.Image L'illusione che la chemioterapia sia gratuita, cade alla considerazione che il cittadino e l' ammalato, i contribuenti, la pagano allo Stato sotto forma di prelievi fiscali. A questi costi esorbitanti si aggiungono gli oneri elevati dell'indotto, ad esempio il trapianto di midollo può comportare la spesa di oltre 50.000€. L'efficacia temporanea e limitata, l'assenza di effetti risolutivi, l'elevata tossicità rendono ancora più irrazionale ed inaccettabile un così elevato onere finanziario della chemioterapia”. 

Nel “Giornale italiano di Farmacia clinica” del 21 febbraio 2007 sono stati invece pubblicati i costi per “l’uso dei farmaci citotossici nei cicli di chemioterapia platinum-based analizzati per una corte di 100 pazienti e 6 cicli di terapia”

  • Costo di 6 cicli di chemioterapia con Paclitaxel associato a Cisplatino (ECOG 1594) per 100 pazienti: 128.217,00 euro.
  • Costo di 6 cicli di chemioterapia con Vinolrelbina associata a Cisplatino (TAX 326 + ILCP) per 100 pazienti: 200.940,00 euro
  • Costo di 6 cicli di chemioterapia con Paclitaxel associato a Carboplatino (ECOG 1594 + ILCP) per 100 pazienti: 216.945,00 euro
  • Costo di 6 cicli di chemioterapia con Gemcitabina associata a Cisplatino (ECOG 1594) per 100 pazienti:  409.020,00 euro
  • Costo di 6 cicli di chemioterapia con Docetaxel associato a Cisplatino (ECOG 1594 + TAX 326) per 100 pazienti: 540.093,00 euro
  • Costo di 6 cicli di chemioterapia con Docetaxel associato a Carboplatino (TAX 326) per 100 pazienti: 548.955,00 euro


Cifre colossali che si riferiscono “solamente” ai costi dei farmaci chemioterapici nei sei tipi di trattamenti terapeutici presi in considerazione nella “Valutazione dei costi associati alle terapie platinum based” e pubblicate nel Giornale italiano di Farmacia clinica”. Se a questo sommiamo i costi della “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” il totale ha dell’incredibile:

  • Costo 6 cicli di chemioterapia (Paclitaxel e Cisplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 452.096,00 euro
  • Costo 6 cicli di chemioterapia (Vinolrelbina e Cisplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 814.366,00 euro
  • Costo 6 cicli di chemioterapia (Paclitaxel e Carboplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse”  per 100 pazienti: 467.550,00 euro
  • Costo 6 cicli di chemioterapia (Gemcitabina e Cisplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 703.251,00 euro
  • Costo 6 cicli di chemioterapia (Docetaxel e Cisplatino) per 100 pazienti: 841.978,00 euro
  • Costo 6 cicli di chemioterapia (Docetaxel e Carboplatino) + “somministrazione”, “premedicazione” e “reazioni avverse” per 100 pazienti: 825.887,00 euro


Dunque sei cicli soltanto di chemioterapia costano per OGNI paziente una cifra che va da 4.520 euro a 8.420 euro.

Quindi la somministrazione di sostanze chimiche è assolutamente variabile e si può prolungare per molto tempo, facendo lievitare anche i costi per la società e gli utili per le multinazionali produttrici. Tale calcolo però non tiene conto dei costi di operazioni chirurgiche, eventuali trattamenti radioterapici, medicamenti, farmaci, visite, degenze, ecc.

I malati nuovi di tumore in Italia sono ogni anno circa 270.000 e se tutti questi seguissero i protocolli ufficiali, ogni anno il giro di affari sarebbe di centinaia di miliardi di euro! 
Il potere di lobbies di Big Pharma è così forte che riesce a tenere celate le terapie non convenzionali e tappare la bocca a tutti quei ricercatori indipendenti che hanno il coraggio (o l’incoscienza) di mettere la salute della persona davanti agli interessi economici. Questo potrà spiegare una volta per tutte le persecuzioni mediatiche, giudiziarie, professionali e personali subite da personaggi come Luigi Di Bella, Geerd Ryke Hamer, Bonifacio, Pantellini, Zora, Gorgun e moltissimi altri grandi ricercatori. 


Invece di cercare una strada meno dispendiosa, meno sofferente e logicamente con più risultati positivi di guarigione si continua su questa folle corsa dissanguante e disumana. 


Ma per quanto ancora?

Tale follia ha raggiunto il parossismo in Regione Toscana che “rimborserà il costo di una parrucca a tutte le donne che, affette da un tumore, hanno perduto i capelli a causa della chemioterapia”, la magra consolazione delle donne è che: “le interessate potranno acquistare la parrucca da loro stesse gradita in uno dei negozi specializzati e poi chiedere il rimborso".

 

Fonti:

- "Cancro Spa: leggere attentamente le avvertenze prima dell'uso", Marcello Pamia, Il Nuovo Mondo Edizioni, 2008

"Inchiesta sui servizi e nelle opzioni di trattamento di persone con cancro", prodotta dal Cancer Information & Support Society, del St Leonards di Sydney.", www.aph.gov.au

- Sito web dell'Associazione Malati Neoplastici www.aian.org

 

Ultimo aggiornamento: 07-09-2008 13:58

Pubblicato in : News, Ambiente & Salute
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Commenti utenti (1) File RSS dei commenti
Postato il Eric, 16-10-2008 15:04, , Ospite
1. cancro spa
Scusate il tono volutamente provocatorio ma, per chi questa situazione la vive sulla propria pelle o su quella di famigliari, diventa difficile districarsi tra le varie notizie. 
 
Vi faccio presente che lo stesso sito web che ha pubblicato/distribuisce "Cancro Spa" ha anche scritto due parole su Beppe... http://www.disinformazione.it/ beppe_grillo.htm 
 
Se NON siete tra quelli che credono ad ogni parola stampata vi chiedo quindi: quali sono le vostre esperienze personali che vi hanno portato a "pubblicizzare" tale libro?
 
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