| 10-09-2007 10:16 |
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 Lo scorso 24 maggio sono scaduti i termini per i 380 alloggi popolari del Comune di Firenze. Un bando riservato ai ‘meno’ poveri con un reddito annuo superiore a 21.000 euro.
380 alloggi sono pochi. Forse che mancano i finanziamenti? Nient’affatto. Corposi residui dei vecchi contributi Gescal sono accantonati; ci sono i proventi netti dai canoni sociali, sui 2 milioni di euro all’anno, dalle vendite delle case popolari, 16 milioni di euro. Si calcola che il comprensorio fiorentino avrebbe già ora a disposizione circa 100 milioni di euro, un potenziale di 1000 alloggi da realizzare.
E allora perché il Comune di Firenze non li costruisce? Perché ha rinunciato a contrattare seriamente l’utilizzo di enormi aree a partire da quella di Castello in piena disponibilità di Ligresti, per scendere alle aree di Novoli: ex Fiat–zero edilizia pubblica, su cui hanno lucrato i gruppi di Coppola e Zumino. Ci sono poi l’ex Manifattura Tabacchi: zona Piazza Puccini, zero edilizia pubblica, su cui opera il tycoon Fusi, amministratore delegato della Baldassini & Tognozzi; e l’area delle ex Officine Ferroviarie di Porta Prato: zero edilizia pubblica, spartite tra una cooperativa delle Acli di Arezzo e una società di riferimento DS, la Cepa di Pontassieve.
Senza aree niente case. Questa connivenza del Comune con interessi privati non orientati ad alcun riequilibrio sociale e funzionale è contrastata dall’Unione Inquilini, con il pavido silenzio di altri sindacati che ammiccano dando ad intendere che sono d’accordo con noi, ma non vanno oltre. Risultati? C’è stata la disponibilità dell’assessore comunale all’urbanistica Gianni Biagi a riaprire una trattativa sull’area di Castello. Cose di tre mesi fa sepolte dal silenzio.
Senza la disponibilità di grandi aree ogni programma sociale è estremamente diluito nel tempo e nello spazio. Se arriva in porto non calmiera un bel nulla ed ora lo si potrebbe fare con l’inizio di crisi della bolla speculativa. Siamo a -10% dei valori nell’anno in corso su Firenze. Ma è proprio questo che gli amici del giaguaro paventano raccomandandosi ai poteri locali di non agire in tal senso. Pensate che diciamo delle cose generiche? No, davvero. Basta andare sul nostro sito: HYPERLINK "http://www.unioneinquilini.it" www.unioneinquilini.it, dove si documenta il connubio, durante il salone degli immobiliaristi al Saschall, tra costoro e gli assessori del ramo a livello fiorentino e regionale.
Vincenzo Simoni – Unione Inquilini di Firenze Ultimo aggiornamento: 10-09-2007 13:07
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