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Berlusconi sviolina, l’Italia brucia PDF Stampa E-mail
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20-07-2008 14:07
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Il governo Berlusconi è ad una svolta: quello di essere tristemente simile al suo precedente
Image(The Economist) - Roma, 17 Luglio 2008 - Questa volta tutto doveva essere differente. Silvio Berlusconi ha trasudato una sobria responsabilità nel suo tentativo riuscito di essere rieletto Primo Ministro lo scorso aprile. Nessuna sorpresa, dicono i suoi apologeti. Il suo governo dal 2001 al 2006 è stato un racconto di opportunità mancate per modernizzare l’Italia lasciando il suo marchio nella storia che oggi Berlusconi rimpiange.
    C’erano altre ragioni per sperare che avrebbe goveranto il paese facendo l’interesse collettivo, piuttosto che il proprio. E’ risaputo che Berlusconi aspira alla carica di Presidente della repubblica e dunque ha bisogno di acquisire un aura di “uomo di stato”. Una delle ragioni del fallimento del suo precedente governo è stata la resistenza alle riforme liberali esercitata dall’Unione dei Cattolici e dal Partito di Centro, parte della precedente coalizione. Sembrava aver risolto le proprie difficoltà personali con una serie di provvedimenti ad personam che rassicuravano la sua posizione e proteggevano il suo impero economico.
   Ma dopo sole dieci settimane il giuramento del nuovo governo Berlusconi, l’agenda politica è dominata più che mai dai suoi interessi personali e corporativi. Il governo, nonostante sia in carica da poco, ha avanzato almeno quattro misure ad personam.

Una intesa a schivare la sentenza della Corte Europea di Giustizia secondo cui Rete 4, una dei tre canali di proprietà Berlusconi, occupa le frequenze che dovrebbero andare ad un altro operatore. Il governo ha proposto un decreto per prevenire che Rete 4 vada sul satellite ma si è scontrato con un’opposizione talmente feroce che il testo è stato riformulato.
Un secondo decreto con l’obiettivo di restringere le intercettazioni telefoniche nelle indagini e la pubblicazione dei trascritti. Ci sono degli argomenti su questo cambiamento: uno studio del 2005 dell’Istituto “Max Planck” ha trovato che in Italia “origliare” è molto più comune che in ogni altro paese dell’Europa. Dato che le intercettazioni vengono spesso pubblicate sui media, anche prima che le accuse siano definite, capita che degli innocenti possano trovare la propria vita privata sui giornali.
Qualunque riforma Berlusconi proponga, ci sono dei comprensibili sospetti che siano motivate da interessi pesonali (il Cavaliere ha recentemente chiamato il sistema giuridico un “cancro”). Prima di ritornare in carica, Berlusconi è stato intercettato nel corso di un’indagine del Pubblico Ministero di Napoli dalla quale risulta che ha fatto pressione su di un dirigente RAI, per conto di alcune attrici. Dal momento che l'onorevole Berlusconi è impegnato a sostenere l'esecutivo in un suo affare privato, sia il Cavaliere che Saccà sono stati accusati di corruzione. Infatti, un giudice sta ora riflettendo se debbano essere incriminati.
   Non appena il decreto sulle intercettazioni era in fase di elaborazione, sono iniziate le voci di un  nastro compromettente, contenente delle conversazioni sessualmente esplicite tra il Premier e il ministro per le pari opportunità, la 32enne Mara Carfagna, un ex modella e presentatrice Mediaset. Dopo che è stato riferito che i pubblici ministeri avrebbero distrutto il materiale irrilevante per la loro inchiesta, il gabinetto ha frenato il decreto, sollevando i sospetti che si getti dietro le spalle le presunte conversazioni con la Carfagna. Il ministro per le pari opportunità ha diciarato che farà causa per le accuse fatte alla sua persona.
   I critici dicono i problemi giuridici dell'onorevole Berlusconi sono centrali anche per altre due misure. Il primo è stato redatto dal consulente legale che lo sta difendendo dall'accusa di aver versato $600.000 per corrompere un avvocato britannico. Farcita in maniera contrastante in un pacchetto di legge e le successive modifiche, questa legge congelerebbe per 12 mesi una serie di prove, alcune riguardanti l'onorevole Berlusconi. Da allora, un secondo disegno di legge è stato quello di garantire l'immunità da procedimenti giudiziari alle prime quattro cariche istituzionali compreso il primo ministro. Il clamore a seguito del primo provvedimento è stato tale che è stato estirpato con un emendamento, ma solo dopo che è risultato chiaro che il secondo disegno potrebbe essere spinto in l'autunno, quando il processo per corruzione di Berlusconi finirà. Il pacchetto di sicurezza, approvato dalla Camera dei deputati a 15 luglio contiene ora quello che alcuni oppositori politici chiamano la quinta misura ad personam, che autorizza gli imputati al patteggiamento a metà del processo.
    La fissazione del governo (e dei parlamentari) con i tribunali e le riforme giudiziarie potrebbe essere meno allarmante se non vi fosse tanto altro di importante e urgente da fare. Dopo un ingannevole uptick nel primo trimestre, l'economia è praticamente stagnante. Gli analisti della Banca d'Italia dipingono un quadro desolante dei consumi e dell'inflazione in aumento. Essi hanno inoltre sollevato lo spettro dei problemi di credito in un paese che è stato finora risparmiato dalla stretta  globale. Essi prendono atto che il 70% degli italiani hanno delle ipoteche a tasso variabile, superiore alla media UE e questo in un paese in cui il reddito disponibile reale si riduce.
Le previsioni di crescita della Banca Centrale del PIL sono pari ad un misero 0,4% per quest'anno e il prossimo. La stima del 2008 è in linea con il governo (tra zero e 0,5%), ma più ottimista del FMI, la cui previsione di aprile è dello 0,3%. L'economia italiana è ancora una volta la backmarker nella zona euro. Forse la più allarmante notizia è arrivata il 10 Luglio, quando è stato riferito che la produzione industriale è crollata nel mese di maggio del 4,1% rispetto al 2007. Emma Marcegaglia, il Presidente di Confindustria, ha dichiatato essere “davvero preoccupata”. Ha ragione. Il motore della nave Italia sta scoppiettando; il vento soffia verso le rocce mentre il capitano è occupato con altre questioni.
Finora le iniziative in materia economica del governo sono state rottami di uno impopolare prelievo sulla casa e la riduzione dell'imposta sulle ore di lavoro straordinario. Non vi è alcun accenno di dibattito sulla liberalizzazione delle misure di cui la limitata economia dell'Italia avrebbe urgente bisogno. Al contrario, il governo sembra impegnato a pompare ancora di più il danaro contribuenti nella compagnia aerea nazionale paralizzata, Alitalia: sarebbe ora di parlare della modifica della legge che lo permette. Guardando al futuro, in l'autunno, l'onorevole Berlusconi ha almeno annunciato una "riforma radicale", sì, ma solo dei tribunali.
Traduzione a cura della Redazione di Grillonews
Articolo originale:
 

 

Ultimo aggiornamento: 20-07-2008 18:29

Pubblicato in : News, Politica
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Postato il Alberico Pecora, 20-07-2008 13:19, , Ospite
1. Il Bilancio dell'Economist
L'impietoso bilancio dell'Economist a deici settimane dal giuramento del nuovo governo Berlusconi. Importante sottolineare come su ogni misura (le prime quattro se non cinque) è lecito sospettare che il Premier stia curando i propri interessi anzichè gli interessi degli italiani.
 
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