| 10-09-2007 10:11 |
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 Costruiamo un futuro insieme, cambiando le regole del gioco, attraverso un processo inclusivo, che faccia conoscere a tutti, i processi decisionali della politica, e renda giustizia ai cittadini, finora tenuti allo scuro e volutamente presi in giro dai cosiddetti "vecchi partiti", che ogni tanto cambiano nome e/o si nascondono dietro liste civiche per acquisire nuovi consensi. Non lasciamoci coinvolgere da strategie di marketing politico di "vecchi volponi" intenti a conservare le proprie poltrone e posizioni di privilegio.
Costruiamo un futuro insieme a tutti i cittadini, elettori di destra e di sinistra che siano, non importa. Non lasciamoci coinvolgere da antiche ideologie, ormai passate, vecchi linguaggi e separazioni, che servono solo a mantenere in piedi il "teatrino dei pupi". I valori che portiamo avanti non hanno bandiere. L'aria che respiriamo è destra o di sinistra? Il ladro è di destra o di sinistra?
Cambiare le regole del gioco, vuol dire portare avanti quei processi di cambiamento già messi in atto da leggi precedenti, introducendo gli organi di partecipazione popolare sovrani. Bisogna spingere su questo punto, avvicinare i cittadini alla politica e coinvolgerli nelle decisioni. Primo fra tutti con la democrazia fiscale. Il cittadino che decide insieme ai suoi rappresentati come i spendere i propri soldi, quelli della collettività, le nostre tasse. Questo avviene attraverso i Bilanci Partecipativi sovrani. Poiché bisogna chiarire che partecipare, cioè essere consultati senza decidere, vuol dire essere presi in giro. Quindi la parola chiave è nella sovranità.
Il diritto all'autodeterminazione viene rispettato a pieno quando, si viene prima consultati e poi si vota, incidendo così nella politica locale. Questa è la conditio sine qua non da sottoporre a tutti, al fine di raggiungere una più larga adesione possibile, il più largo consenso possibile. Chiariamo che le decisioni in un sistema realmente democratico (governo del popolo) vengono prese solo dai partecipanti, non da tutti i cittadini, chi non partecipa non decide, questo per far cadere ogni dubbio, a chi possa pensare, ma se i cittadini sono per l'inceneritore come si fa? Il processo decisionale del Bilancio Partecipativo (B.P.) prevede la più elementare regola democratica: la discussione, lo scambio d'informazioni, il coinvolgimento di tecnici ed esperti. Immaginate la proiezione della video conferenza di Montanari sulle nanoparticelle in un'Assemblea del B.P., quanti ancora avranno dei dubbi? Solo per iniziare. All'interno del B.P., simulando il caso di Salerno, i cittadini sarebbero i primi ad essere informati di un'eventuale richiesta da parte del Comune di voler fare un'inceneritore. Quindi prima di tutto, quanto costa tale impianto? E perché? Chi paga? Fa male? Molti dicono che faccia male ed altri no, perché? Nel B.P. verrebbero fuori le reali intenzioni di fare certe cose. Nell'attuale sistema, come sappiamo bene, le informazioni non circolano, e solo le persone che subiscono queste scelte si preoccupano. Se oggi ci fosse il B.P., le persone che partecipano alla vita politica, gli attivisti, avrebbero già vinto. E' risaputo che gli attivisti, sono più numerosi degli iscritti ad un partito. Ma limitare la convenienza del B.P. alla singola scelta inceneritore si o no, è davvero ridicolo. Il B.P. incide realmente sull'economia e gli stili di vita di un'intera comunità locale. Il B.P. realizza la vera missione della politica, decide una percentuale di spesa del bilancio comunale, la restante rimane al Consiglio Comunale. Infatti la vera politica si occupa di come spendere i soldi. E quale sistema democratico migliore, se non quello che lascia decidere a chi crea questi fondi, pagando le tasse?
Mi fermo qui, spero che il messaggio sia chiaro.
Giuseppe Carpentieri
Ultimo aggiornamento: 17-05-2008 13:09
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