Scaricalo adesso!!
 

Feeds RSS

Feeds rss

V2DAY: il come dei finanziamenti pubblici all'editoria PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 4
ScarsoOttimo 
 
23-04-2008 21:13
Pagina vista 1174    
Favoriti 50

Fino al dicembre del 2000 era sufficiente avere la firma di due parlamentari per metter in piedi un giornale e godere dei finanziamenti pubblici. I politici ti buttavano là due firme, i cittadini le tasse e il gioco era fatto. Facile la vita per i vari Ferrara, Polito, Feltri e altri 27. Poi col governo Amato del 2000 si è cercato di cambiare le cose. “Per poter considerare una testata giornale di partito – affermava Vannino Chiti - bisogna che il partito cui si riferisce abbia un gruppo o nella Camera o nel Senato, sia superiore ai dieci parlamentari”. Ma quelli che avevano già i contributi, hanno potuto continuare a percepirli ai sensi del comma 4 dell’art. 153. Come dire: io governo metto un stop alla magna-magna generale, ma chi c’era prima può tranquillamente continuare a godere dei soldi dei cittadini. In sostanza una sanatoria.

 ImageImageImage

 

"Nel 1990 ... ci si commosse all’idea di estendere l’aiutino (con la legge n. 250) agli organi di «movimenti politici» minoritari, dotati però di almeno due parlamentari italiani o uno italiano e uno europeo: ...bastava la semplice, spensierata e disimpegnata firma di due parlamentari sotto la formale costituzione di un “movimento politico” per assicurarsi il diritto ai contributi per l’editoria.
In base alla “legge 250” e successive modificazioni e integrazioni, furono 30 testate ad assicurarsi i contributi relativi al 2001: fino al 40% dei costi medi dichiarati nei due esercizi precedenti per gli organi di partito (e fino al 30% per le cooperative giornalistiche e per le società la cui maggioranza fosse detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali) più il contributo sulla tiratura. ... Una leggina successiva alla 250 stabilì che la somma di queste due voci – rimborsi sui costi e contributi sulla tiratura – doveva venire raddoppiata sino al tetto del 70% dei costi per gli organi di partito (e del 60% per le cooperative).
Alle testate di “movimento”, per accedere a questi finanziamenti, bastava convincere due amici parlamentari a firmare una carta dove dichiaravano, pur eletti in altre liste e permanendo in altri gruppi, di appartenere al “movimento” di cui la singola testata si pretendeva organo. Naturalmente, non fu previsto alcun controllo sull’effettiva esistenza di un “movimento” o anche solo di una sede operativa, magari costituita da una camera con o senza wc. Naturalmente, era di pubblico dominio che la vita e l’attività di quei “movimenti” rimanevano circoscritte a quella dichiarazione di comodo. Naturalmente, non c’era la necessità che i parlamentari si dimettessero dai partiti nelle cui liste erano stati eletti e nei cui gruppi alla Camera o al Senato o a Bruxelles continuavano notoriamente a militare. Non c’era nemmeno l’obbligo formale di uscirne anche solo temporaneamente, anche solo per dieci minuti. Bastava la firma sotto la dichiarazione (fasulla) di appartenere a un movimento (fasullo). Tutti sapevano e tutti partecipavano alla farsa.
Così quelle 30 testate, nel 2003, avevano incamerato più di 46 milioni di euro. Da solo Libero, grazie alla mascherata del “Movimento Monarchico Italiano”, portava a casa 5 milioni. In virtù delle firme graziosamente concesse dagli amici Marcello Pera (senatore di Forza Italia, centrodestra) e Marco Boato (deputato dei Verdi, centrosinistra), per la sedicente “Convenzione per la Giustizia”, Giuliano Ferrara riusciva ad accaparrarsi per Il Foglio 3,4 milioni di euro. Ancora più goffa risultava la messinscena passando dai giornali veri, che arraffavano ma arrivavano in edicola e vendevano o vendicchiavano, a giornali individuali come l’Opinione delle Libertà, totalmente sconosciuto all’opinione pubblica, se non per una sporadica presenza nelle rassegne-stampa che circolavano nel Palazzo (e una sistematica presenza nella rassegna-stampa di Radio Radicale, significativamente intitolata “Stampa e Regime”). Quella testata e il “Movimento delle Libertà per le garanzie e i diritti civili” si identificavano di fatto in una nota figura del giornalismo di destra capitolino, Arturo Diaconale, che grazie alle sue amicizie di Palazzo riuscì anche nel 2003 a farsi finanziare dagli italiani per 1,7 milioni, tre miliardi e mezzo delle vecchie lire! E che dire dei sei (sei!) miliardi delle vecchie lire strappati dal giovanissimo e rampante parlamentare napoletano Italo Bocchino, improvvisatosi editore, grazie all’antica testata e marginalissimo giornale Roma, e all’invenzione (sulla carta) del “Movimento Mediterraneo”? Altri sei miliardi di lire se li pappò, mettendo la dicitura «Movimento Pensionati» in gerenza, il decadutissimo Giornale d’Italia. Scorrendo ancora quella lista, a parte i giornali di partito, a parte il solito milione di euro per un improbabile quotidiano napoletano, Il Denaro (movimento “Europa Mediterranea”), a parte i quasi 2 milioni per Linea del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, si scoprivano anche più modesti esborsi: 49 mila euro per Angeli, Angeli Editrice (movimento politico?); 126 mila per Aprile dei Comunisti Unitari; 28 mila per Le città che vogliamo del movimento “Andria che vogliamo”, 221 mila per Il Patto del “Patto Segni”, 92 mila per Le Ragioni del Socialismo di Emanuele Macaluso (“Movimento per le Ragioni del Socialismo”), ecc...”
Beppe Lopez, La Casta dei giornali, ed. Nuovi Equilibri/Stampa Alternativa

Ultimo aggiornamento: 23-04-2008 21:13

Pubblicato in : News, Informazione
Figo: lo DIGO! Salva su Salvasiti.com Articoli simili Riporta questo articolo sul tuo sito Aggiungi a lista preferiti Stampa Spedisci a un amico

Commenti utenti (0) File RSS dei commenti

Nessun commento postato

Aggiungi il tuo commento



mXcomment 1.0.6 DIGO -  © 2007-2010 - visualclinic.fr - Licenza Creative Commons
Modificato da Fiuh!Team - FIUH.it - Alcuni diritti riservati
< Prec.   Pros. >

VUOI SCRIVERE UN PEZZO PER NOI?

Scrivici a questo indirizzo: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .
Se invece sei interessato a scrivere per uno dei Grillonews locali clikka QUI e contatta direttamente la redazione della tua area!
Effettua la registrazione a PayPal e inizia ad accettare pagamenti tramite carta di credito immediatamente.

Antenneattive.org

Cerca tra i video di Antenneattive.org l'argomento che ti interessa

Aree Tematiche Acqua Meetup Genova Piacenza Treviso
Ambiente & Salute Politica Bari Mantova Reggio Emilia Trieste
Beppegrillo.it Reset Tour Bologna Matera Rimini Udine
Economia Scienza in Piazza Bolzano Milano Roma Verona
Energia Tecnologia Brescia Napoli Salerno 3 Vicenza
Informazione Travaglio Ferrara Padova Savona Radio
Iniziative Legalità Firenze Perugia Torino Senza Categoria

 

VUOI SCRIVERE UN PEZZO PER NOI?

Scrivici a questo indirizzo: Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo .
Se invece sei interessato a scrivere per uno dei Grillonews locali clikka QUI e contatta direttamente la redazione della tua area!

Disclaimer

Il presente progetto riguarda il costituendo giornale del gruppo di Amici di Beppe Grillo di Firenze, Prato e Greve in Chianti. Non vi è responsabilità diretta di Beppe Grillo, se non come beniamino a cui i vari aderenti ed i vari gruppi di "Amici di Beppe Grillo" si sono ispirati. Pertanto precisiamo che le responsabilità riguardo ciò che viene scritto, promosso e realizzato da tali gruppi è autonomo dal volere e dall'operato del comico Beppe Grillo e dal suo blog www.beppegrillo.it Il progetto è il seguito della costituente associazione no-profit ed in fase di registrazione presso il tribunale di Firenze. Si demanda la responsabilità del contenuto dei singoli articoli ai relativi autori e/o fonti, che verranno sempre citate.
Google

Grafics & Web 2007©stecciu by ConnectWeb.eu