| 03-03-2008 21:29 |
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La casta ha bisogno di fiancheggiatori più o meno consapevoli per perpetuarsi, per annacquare i potenziali oppositori, per evitare il ricambio nelle istituzioni, per farsi amici. Le strategie per ottenere l'obiettivo sono varie, con una costante: pagano i cittadini. Un soggetto riconducibile alla partitocrazia individua un nobile obiettivo (come si sa, le vie dell'inferno sono lastricate di buone intenzioni) e crea un meccanismo per erogare soldi pubblici ad una determinata categoria. L'efficacia aumenta quando i soldi hanno una destinazione 'obbligata', cioè quando l'istituzione partitocratica decide anche dove spendere i soldi. In questo modo si imbrigliano ben due tipologie di fiancheggiatori. Un plastico esempio. Il Comitato regionale per le comunicazioni della Toscana (Corecom*) eroga finanziamenti a favore di 30 associazioni regionali che operano nei settori culturale, artistico, assistenziale, educativo, professionale, sportivo ...
 
La giustificazione è l'autopromozione delle associazioni, il mezzo sono spot televisivi e radiofonici i cui costi di produzione (fino a 800 euro) e di messa in onda sono a carico del Corecom, quindi della Regione Toscana, quindi dei contribuenti. Le associazioni presentano la domanda per accedere ai finanziamenti, le radio e tv dichiarano la loro disponibilità a trasmettere gli spot. "Grande adesione delle emittenti toscane al progetto: 37 televisioni e 33 radio", annuncia lo stesso Corecom. L'operazione si chiama Programmi della partecipazione (sic!) e il bando è scaduto il 21 gennaio 2007. Eroga et impera: il guinzaglio dei finanziamenti pubblici. Grazie al meccanismo "eroga et impera", nell'immediato si ottengono gratitudine e servizi giornalistici elogiativi. Inoltre, eroga oggi, eroga domani, associazioni ed emittenti si abituano a soldi facili. Perché sforzarsi di essere bravi ed efficienti se basta inclinarsi un po'? Non rinunciando apertamente agli obiettivi. Ma, in nome della sopravvivenza, associazioni di consumatori o ambientaliste faranno critiche meno feroci alle scelte del governo regionale e l'informazione locale eviterà di realizzare un'inchiesta sugli sperperi o sull'inutilità di comitati ed enti regionali. Insomma, si trasformeranno in fiancheggiatori della casta, inconsapevoli forse, ma la sostanza non cambia: il sistema di potere coi soldi dei cittadini si autoalimenta. Domenico Murrone - www.aduc.it * I Corecom http://www.agcom.it/par_condicio/comitati.htm sono organi regionali di governo, garanzia e controllo sul sistema delle comunicazioni in ambito regionale. Hanno diverse competenze tra cui la conciliazione delle controversie in materia di telecomunicazioni. I costi e le nomine sono a carico delle regioni. Solo negli ultimi mesi le nomine hanno provocato polemiche tra i partiti in Piemonte, Campania, Calabria (il caso piu' controverso), ecc. Le polemiche sui costi della politica hanno spinto una regione come l'Emilia-Romagna a ridurre i commissari da nove a tre. Ultimo aggiornamento: 03-03-2008 21:29
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