| 15-02-2008 20:45 |
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«La mafia calabrese é uno degli attori principali, a livello mondiale, del traffico internazionale di sostanze stupefacenti e psicotrope ed ha un dialogo privilegiato con i gruppi malavitosi sudamericani emergenti, nonché con le organizzazioni criminali autoctone ed allogene di tutto il pianeta che agiscono attraverso la consumazione di reati transnazionali... La Calabria, da tempo, é diventata un nodo strategico per l’importazione e l’esportazione di ingenti quantitativi di stupefacenti provenienti dal Sud America e dal Medio Oriente, che le mafie locali smerciano in loco e sull’intero territorio nazionale rifornendo, in taluni casi, persino il mercato siciliano controllato da "Cosa nostra". I rilevanti guadagni derivanti dal narcotraffico sono utilizzati per effettuare operazioni di riciclaggio nei mercati mobiliari ed immobiliari. Soggetti insospettabili, immuni da precedenti penali e di polizia, esperti nel campo delle transazioni finanziarie effettuano sofisticate operazioni di money laundering per conto delle cosche calabresi utilizzando anche canali off-shore. Commercio illegale di armi e diamanti, smaltimento di rifiuti solidi urbani e speciali, immigrazione clandestina, estorsioni, usura ed infiltrazione nel sistema degli appalti pubblici sono ulteriori settori d’interesse criminale della ’ndrangheta».  
«Sul fronte del traffico di sostanze stupefacenti e del riciclaggio, le indagini più recenti non solo non hanno individuato alcun segnale di cedimento, ma hanno, al contrario, ricostruito enormi transazioni internazionali di droga ed altrettanto continui trasferimenti di ingenti capitali, con l’uso di tecniche sofisticate quanto difficili da indagare e con la complicità di personaggi "cerniera", faccendieri, uomini delle istituzioni, dell’economia e della politica, la disponibilità dei quali é probabilmente una delle ragioni di sopravvivenza dell’istituzione mafiosa. Il traffico della droga resta dunque la più diffusa e redditizia attività illecita, anche se condotta lontano dal territorio. Non é infatti il mercato locale a destare interesse, bensı` sono le transazioni internazionali, il controllo dei flussi di importazione della cocaina dai luoghi di produzione sino all’Europa. In sostanza sono gli esponenti locali della ’ndrangheta che si spostano sulle grandi piazze internazionali del mercato della droga per le grandi transazioni. Gli utili sono poi reinvestiti nel Nord Italia, ma ancor più all’estero nelle più svariate attività, tra le quali l’intermediazione e la speculazione finanziaria, gli investimenti nei paesi dell’Est Europa. In questo settore le cosche più attive sono quelle del litorale ionico, quelle cioè che hanno la loro localizzazione in Africo, San Luca, Platı`, Natile di Careri, Siderno, Gioiosa. Sono cosche dotate di estrema mobilità sul territorio, presenti in Italia ed all’estero, dotate di risorse finanziarie illimitate, con collegamenti diretti con i produttori e fornitori di eroina e cocaina. Si tratta di un dato ormai acquisito questo, ripreso nelle analisi di tutti i principali organi investigativi nazionali (DIA, SCO, ROS) proprio perché ´ emerge prepotentemente nel corso delle varie indagini che vengono svolte sul territorio nazionale. Va tuttavia osservato come l’indubbio rilievo delle indagini in materia di traffici di droga, possibili anche grazie all’elevatissimo livello di professionalità raggiunto da un organo investigativo quale il GOA di Catanzaro, non deve far passare in secondo piano l’importanza, essa sı` strategica, delle indagini riguardanti il territorio, vale a dire la presenza strutturata, organizzata, delle cosche ed i loro interessi "locali", che vanno dalle estorsioni all’usura, dall’infiltrazione negli appalti pubblici e privati, a quella nella pubblica amministrazione, con particolare riguardo al settore della sanità e dello smaltimento dei rifiuti». Estratti da relazioni 2005 delle Direzione Investigativa Antimafia Ultimo aggiornamento: 19-02-2008 20:59
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